Introduzione al libro
Ho pensato di aggiungere nel sito alcuni sunti di tanti degli argomenti che ho trattato sperando di esaudire molte delle curiosità che mi sono state richieste da tantissime, e devo confessare inaspettate, e-mail che ho ricevuto insieme anche alle moltissime ordinazioni.
Vorrei ringraziare tutti per il grande interesse dimostrato anche sulle visite nel sito e sui contatti di Facebook che sono in strabiliante e costante aumento!!
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Ho iniziato frequentando la scuola alberghiera per quattro anni, e questo mi permise di entrare da subito nel mondo del lavoro. Il primo lavoro che feci fu come barista, poi il cameriere, il barman, il maître. Ho lavorato in ogni tipo di locale, dal bar per le colazioni, al bar e ristoranti d’albergo, ai disco pub. Infine ho avuto un’attività di bar ristorante che ho gestito e capitanato per otto anni e che poi ho venduto perché avevo ritenuto giunto il momento e che fosse la miglior cosa.
Durante tutto il percorso, mi sono iscritto a due delle associazioni professionali del settore: l’A.M.I.R.A (Associazione Maître Italiani Ristoranti Alberghi) e l’A.I.B.E.S. (Associazione Italiana Barman e Sostenitori) dove ho anche superato l’ultimo esame interno passando così alla massima categoria dei Capibarmen. Ho sempre avuto anche il desiderio d’iscrivermi all’A.I.S. (Associazione Italiana Sommelier) ma, come dicevo, da sempre impegnato con la professione, non ho mai trovato il tempo e l’occasione giusta per frequentarne i corsi. Non escludo però che alla fine ci riesca.

Quando invece ho avuto l’occasione, il tempo, e soprattutto il denaro da investire, ho fatto altri corsi, come ad esempio quello per Food & Beverage Manager tenuto in una settimana di full immersion a Roma. Oppure un corso di alta formazione molto più lungo tenutosi nella zona dove risiedo, organizzato e sostenuto dall’università come Ambasciatore Territoriale Enogastronomico.
Dopo aver venduto il locale e goduto di un bel periodo di riposo, ho ripreso a lavorare facendo il barman negli alberghi e andando a fare le stagioni in giro per l’Italia. Due i motivi di questa scelta, il primo, l’esigenza di uscire dalla mia città e vedere posti nuovi, praticamente viaggiare lavorando, la seconda perché la voglia di realizzarmi ancora non è finita. Non fa parte di me pensare di essere arrivato, così sperando di riuscire a far carriera m’inserisco negli alberghi.
In realtà, però, dopo tanti anni, c’è in me anche la voglia di cambiare, di fare qualcosa di nuovo e magari qualcosa di diverso. Ma che lavoro potrei andare a fare? Conoscendomi, l’impegno per imparare un nuovo mestiere lo avrei sicuramente trovato, dato che tutte le novità mi hanno da sempre più stimolato che impaurito.

Certo che sarebbe stato un peccato però, tanti anni di esperienza e un bel giorno mi sarei ritrovato a trattare argomenti completamente differenti.
Questo pensiero è stato uno dei due motivi per la quale mi sono deciso di scrivere questo libro, aiutato anche dal fatto che proprio in tutti questi anni di esperienza mi sono reso conto che questo è il mestiere di tutti, e che tanti, amando anche un briciolo di avventura e una vita di certo non troppo convenzionale, si cimenterebbero con piacere. Quante volte mi sono sentito dire: “Anch’io ho fatto il barista una volta!”. Me lo sono sentito ripetere talmente tante volte che alla fine, per forza di cose, mi sono ritrovato a rispondere, coniando pure la frase: “Tutti almeno una volta nella vita abbiamo fatto il barista!”. Perché è vero, il dietro di un bancone attira. Il dietro di un bancone incuriosisce e affascina. Il dietro di un bancone da unicità e non ti fa sentire l’essere una delle tante persone incognite che stanno davanti. Il dietro di un bancone è un palcoscenico e tu sei l’attore principale, perché quando entra un cliente, che sia un anziano, un bambino o una stupenda ragazza, chi cerca? Con chi si aspettano inesorabilmente di parlare? Con il barista. Per bisogno. Per consumare. Per informazione. Per comunicare. Per compagnia. E potrei continuare con i perché! Insomma, tutti almeno una volta nella vita hanno fatto il barista!
Ma non è solo il fascino di questo mestiere ad attirare gente nell’intraprenderlo, è anche la necessità. Qual è quel mestiere che per necessità si fa durante gli studi per tirare avanti? Qual è quel lavoro che tutti si metterebbero a fare nel momento di bisogno? Il barista. Anzi, prima ancora del barista, il cameriere. Tutti, almeno una volta nella vita, hanno fatto questo mestiere!
Il fascino, la necessità, e i sogni. Quante volte, anche nei film, si sente dire: “Andiamo ad aprire un bar nei carabi!”. Sì, oltre al fascino, oltre alla necessità, l’aprire un bar è il sogno di tanta gente. E, c’è gente che lo fa o lo ha fatto e anche con ottimi risultati. Perché? Semplice. Perché sicuramente è il tragitto più facile e potenzialmente fattibile, anche come investimento economico, per sentirsi appagati nel desiderio di realizzazione. In poche parole, aprire un bar non sembra così difficile, e da l’illusione che ti possa realizzare nel breve e con un investimento economico per tutti accessibile.

Questa riflessione che finora vi ho descritto, è stata la seconda motivazione per la stesura di questo libro.
Raccontando la mia esperienza spero di andare in aiuto di tante persone che desiderano intraprendere questo mestiere, e che vogliano diventare imprenditori investendo il proprio denaro. E qui il mio primo suggerimento: affidatevi a qualcuno che ha fatto questo mestiere. Pagatelo, perché i soldi che vi costerà porteranno consigli utili per risparmiarne poi, e tanti. Il parlare di soldi, è sempre una faccenda delicata, e non sempre si può parlare di tutto. Le situazioni sono tante, gente che vuol vendere qualsiasi prodotto c’è né molta, e sistemi per risparmiare altrettanti, e non di tutti questi sistemi potrò parlare per non ledere anche i miei interessi. Certo, che detto così sembra alquanto ambigua questa situazione, ma se vi metterete in contatto la persona giusta per aiutarvi sono certo che capirete immediatamente, e con conti alla mano se veramente ci si possa fidare.
Ebbene sì, con questo libro, spero anche di promuovermi professionalmente con il lavoro che in pratica mi sto inventando. Sono certo che vi state chiedendo allora il perché dell’acquisto di questo libro. Certamente per aiutare qualcuno che voglia veramente aprire un bar. Per dissuaderne altri. E per far capire a tanti che non è poi così facile come sembra e ci sono tante sottili situazioni che determinano il successo o meno.
In tanti anni di vita personale e professionale, ne ho viste tante. Gente di quarant’anni, mai lavorato in vita sua, aprire un bar in posti assurdi. Non ci avrei scommesso un centesimo (quella volta nemmeno una lira) e avere successo. Un altro, ex metalmeccanico, che sposato con una donna che aveva un bar s’improvvisa gelataio e barista, ma applicandosi con una mentalità umile, aperta e curiosa, non solo impara, ma riesce in poco tempo a far diventare la sua gelateria tra le migliori della città. Poi, gente professionalmente preparata, simpatica e dinamica, il posto giusto e chiudere dopo sei mesi. Con questo voglio dire che il tutto è contrario di tutto, e che tutto è possibile. Ho imparato che il successo nella vita è come un Cocktail fatto di tanti ingredienti, anche di fortuna, ma non ci si può basare e fidarsi soltanto su quella. Si può considerarla anche determinante, ma per avere successo e fortuna si deve assolutamente considerare tutti gli altri fattori. E quali sono gli altri fattori? Bene, io che ci sono passato, sono qui per parlare e considerare tutti quei fattori che determinano o aiutano ad arrivare al successo. Certo che parlando di tutto il contrario di tutto non mi posso permettere di garantire il sicuro successo, ma di illuminarvi se sarà il caso o di aiutarvi personalmente un giorno o addirittura, ripeto, di dissuadervi, assolutamente sì.

Vi dico subito che non andrò a parlare di come si fa un Cocktail, o come si prepara un caffè o degli ingredienti di un piatto alla lampada o cosa mettere in una coppa di gelato. Per questo già esistono libri in abbondanza che poi starà a voi avere la voglia di consultarli e studiarli. Cosa che per altro assolutamente vi consiglio, come consiglio inoltre la partecipazione dei baristi già operanti che già conoscono l’abc di questo mestiere ma che si vogliono migliorare ai corsi che l’A.I:B.E.S. tiene in quasi tutta Italia. E così come a tanti altri corsi che si tengono per chi si vuole cimentare nel lavoro di barista, anche se credo che la miglior scuola in questo caso sia proprio sul campo, il resto, anche se non da meno, per affinarsi. Alla fine, comunque, chi vorrà consultarmi, sono a disposizione a trecentosessanta gradi, anche per spiegare i rudimenti e appunto l’abc di questo mestiere.